+44(0) 121 311 0550 info@millenniumcargo.com

Ti è mai capitato che qualcuno ti dicesse qualcosa che ti ha fatto fare una doppia ripresa? 

Tipo, "Aspetta... come mi hai appena chiamato?" Mi è successo l'altro giorno. Stavo parlando con un vecchio cliente e amico, lui ascoltava quello che dicevo, annuiva, poi completamente impassibile ha detto: "Non c'è niente per gli stupidi". Ora, sarò onesto, per un attimo ho pensato che mi stesse dando dello stupido. A quanto pare, non era affatto così. Non mi stava dando dello stupido. Era solo un malinteso generazionale. 

Vedete, questo tizio ha vissuto un po' più di vita di me. Apparteniamo a generazioni diverse, e una cosa che è diventata più evidente ora che mai è che non solo le mode e le tendenze cambiano con il tempo, ma anche il linguaggio e il significato. Vedete, per lui, "Non c'è niente per gli stupidi" significava che non esistono domande stupide.

Questo mi ha fatto riflettere. Le parole, le frasi, il modo in cui comunichiamo: è cambiato tutto così tanto. Le cose che diciamo, o persino il modo in cui le diciamo, possono avere significati completamente diversi a seconda di chi abbiamo di fronte. Prendiamo ad esempio la Generazione Z e la Generazione Alpha. Sono convinto che vivano in un universo parallelo dove "slay" non significa più quello che significava una volta, e "cap" non ha assolutamente nulla a che fare con i cappelli. Fate loro una domanda semplice e improvvisamente vi ritroverete a "dare l'energia di un PNG" o a "sentirvi un po' sospettosi". (Seriamente, cos'è l' energia di un PNG?)

Ma ecco il punto: per quanto a volte possa sembrare sconcertante, si tratta semplicemente della naturale evoluzione del linguaggio. Quello che una volta era "non fare la mucca" per i Boomer si è trasformato in "rilassati" per i Millennials e "accetta la sconfitta" per la Generazione Z. Il linguaggio cambia, le culture si evolvono e a volte ci ritroviamo a chiederci se siamo ancora in grado di parlare fluentemente la nostra lingua. Non si tratta solo di sembrare fighi o di cercare di stare al passo (anche se, diciamocelo, nessuno vuole essere preso in giro per sembrare antiquato). Si tratta di capirsi meglio, di creare un legame tra le generazioni e di rendersi conto che ogni domanda, indipendentemente da come venga formulata, merita di essere posta.

Quindi, che tu sia preoccupato di sembrare "banale" o "imbarazzante" quando chiedi chiarimenti, ricorda questo: l'unica cosa stupida è non chiedere affatto. E ricorda, quei ragazzi di oggi – tra 10 anni saranno i clienti della tua azienda! Meglio assicurarsi di saper comunicare con loro – anche se le loro parole possono sembrare stupide a noi dinosauri. 

E tu? Hai qualche aneddoto divertente su un problema di comunicazione da condividere? Mi farebbe piacere farci una bella risata...